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venerdì 4 ottobre 2013

l'#immobiliare non può restare immobile: #fiaip #bergamo lancia il #mobile #marketing

sempre più ci convinciamo che la nuova estensione della mano ma in realtà del cervello sia lo smartphone. in questo mondo "mobile", dove le persone si connettono sempre più via cellulare o tablet, l'agente immobiliare deve esserci, come stava in piazza il vecchio mediatore, del quale noi siamo l'evoluzione in senso professionale. per sempre più persone la realtà passa ormai attraverso un secondo schermo "mobile", e ignorarlo significa perdere il contatto con la gente e i consumatori.

social networks, app per la gestione dell'agenzia immobiliare e per il caricamento della pubblicità dei siti internet e portali, app per le singole agenzie immobiliari che i nostri clienti scaricano sullo smartphone o sul tablet, sms marketing, QR code, mobile landing pages...sembrano cose marziane ma il futuro è già qui, letteralmente nelle nostre mani che stringono il telefonino di ultima generazione. la frontiera futuribile sono gli occhiali per la "realtà aumentata" tipo google glass, che ci permettono di inquadrare una via o un palazzo e ricevere visualmente le info sugli immobili in vendita o affitto nella zona.

di tutto questo si è parlato nel corso "mobile marketing immobiliare" tenuto dal formatore salvatore coddetta nella sede provinciale fiaip bergamo. un'avanguardia di agenti immobiliari professionali 2.0 ha potuto imparare come si sta al passo con la realtà che cambia, comunicando coi clienti attraverso gli strumenti della galassia "mobile". perché in un mondo che cambia alla velocità del pensiero l'immobiliare non può restare immobile.

da sinistra: giuliano olivati. salvatore coddetta

ecco gli agenti immobiliari 2.0

il futuro è qui

coddetta in action

lunedì 22 aprile 2013

#immobiliare e #marketing: usare la leva prezzo per vendere

Guarda "#immobiliare: prezzi bassi per la ripresa" su YouTube
Notare il simpatico lapsus finale: siamo nell'era delle vacche grasse o delle vacche magre? A voi l'ardua risposta...e la strategia di marketing adeguata.

mercoledì 10 aprile 2013

"Pronto chi parla?" L'#immobiliare corre sul filo

Fiaip Bergamo analizza il telemarketing

Anche i ferri del mestiere vanno puliti dalla ruggine: per questo gli agenti immobiliari professionali aderenti a Fiaip Bergamo si sono riuniti nella sede provinciale di Via Milano per un seminario tecnico con il formatore Salvatore Coddetta, autore di un manuale specifico sul telemarketing immobiliare.

"Il telemarketing è una cosa che tutti nel settore immobiliare pensano di saper fare, ma spesso siamo troppo legati a modelli di una ventina d'anni fa oggi non più proponibili", ha introdotto i lavori Giuliano Olivati, presidente Fiaip Bergamo, che ha spiegato: "Il telemarketing è un mezzo potente che ci mette in contatto con il consumatore, ma va maneggiato con cura in quanto col telefono entriamo nelle case della gente. Dobbiamo farlo con la massima correttezza e trasparenza, nel rispetto della nostra funzione sociale di risolutori dei problemi immobiliari delle persone".

Salvatore Coddetta ha illustrato la tecnica del telemarketing nelle telefonate a clienti venditori e acquirenti, con i 115 esempi concreti contenuti nel suo manuale. Alla fine tutti hanno convenuto che anche nell'era del web 2.0 il telefono è una protesi naturale dell'agente immobiliare, perché consente di fissare appuntamenti diretti con la clientela.

foto: platea, Salvatore Coddetta, Giuliano Olivati

Ufficio stampa FIAIP Bergamo

lunedì 18 marzo 2013

#marketing e #immobiliare: relazione complicata

in italia non abbiamo una vera cultura del marketing, si sa. se chiedete a 10 amici una definizione di marketing con parole tue senza wikipedia, almeno 9 risponderanno qualcosa tipo "pubblicità e vendite". giusto, ma incompleto. la promozione pubblicitaria è solo il 25% del marketing, ossia una delle 4 leve del marketing mix. e nemmeno la più importante.

le altre leve che definiscono la nozione di marketing sono prodotto, prezzo e distribuzione o punto vendita. dato che il principio cardine del marketing è fornire al consumatore ciò di cui ha bisogno per soddisfare le sue esigenze, al prezzo che può permettersi, le prime 2 "P" fondamentali del marketing sono prodotto e prezzo.

veniamo ora al settore della casa, dove stranamente il marketing è spesso parola sconosciuta. peccato, perché come tutti gli agenti immobiliari sanno, è impossibile vendere una casa, un ufficio, negozio e financo capannone, insomma un bene immobile se l'acquirente non lo ha prima interiorizzato come "suo", ovvero come la soluzione quasi miracolosa alla sua esigenza immobiliare. questo significa che se il costruttore od operatore immobiliare sbaglia il prodotto, cioè non lo calibra, tara e disegna sulla base di una puntuale conoscenza delle esigenze del potenziale bacino di utenza, non venderà mai, a meno di non operare sulla seconda leva del marketing, stracciando il prezzo.

già, il prezzo. in questa fare economica è ancor più importante di quanto già non sia. non basta costruire il prodotto sulle esigenze del consumatore, bisogna anche prezzarlo sul suo portafoglio. altrimenti il cliente dirà bello, bellissimo ma non posso permettermelo, e il mattone resterà invenduto. se sbaglio il match prodotto/target/prezzo, l'operazione fallisce.

ora potrei tirarla in lungo come una vecchia barzelletta, ma la faccio breve: secondo voi qual è quella categoria professionale/commerciale che vive grazie alla conoscenza delle esigenze immobiliari della gente in base al budget e alla finanziabilità? che conosce vita morte e miracoli, prezzi delle case via per via e segmentazione socioeconomica di chi quelle case le abita e di chi le cerca? non saranno per caso, niente niente, gli agenti immobiliari? e allora perché chi costruisce non li interpella, dato che come mediatori sono super partes e fanno da cerniera tra produttore e consumatore conoscendo e soddisfacendo le esigenze di entrambi? oppure se vengono interpellati, spesso gli agenti immobiliari vengono ricompensati con un caffè e una promessa di incarico (magari verbale) di vendita?

la crisi immobiliare ha morso, certo. ma è proprio adesso che i duri cominciano a giocare. la crisi ha fatto male anche perché troppo spesso gli agenti immobiliari vengono coinvolti a cose fatte, prodotto e prezzo già chiusi, e tu che hai la parlantina e la giacca blu vendi, mi raccomando.

non funziona così. non ha mai funzionato così. noi agenti immobiliari vogliamo che il mercato funzioni, e la nostra parte la facciamo. ma le case fuori prezzo con le stanze a triangolo resistono anche alla nostra giacca blu, #sapevatelo.

martedì 20 novembre 2012

√ #Marketing #immobiliare: negozio o ufficio? Vexata quaestio

La mitologica Vetrina Immobiliare su Strada
(photo: immobiliare.com)
è l'eterno domandone: meglio spider o coupè, bionda o mora, villa o attico, milan o inter...

amarcord personale: da giovane a vienna all'università le cuciniere slave mi tormentavano ogni pranzo: "Ketchup oder Senf?" [ketchup o senape]: un giorno stanco di scegliere dissi "Ketchup UND Senf bitte" [ketchup E senape prego]. mi versarono sul piatto ambo le salse, guardandomi storto e sibilandomi alle spalle "Italiener!" :) 

ora io dico: per un'agenzia immobiliare non è una scelta di fede, negozio o ufficio dipende dal target, dalla geolocalizzazione (o meno) del lavoro, dal fatto di lavorare soli o in gruppo, dal presidio di forza lavoro che si vuole o può attivare, last but not least dall'indole personale al rapporto col consumatore (diretto o filtrato). 

c'entra molto anche il territorio in cui si opera, nella bassa padana ad esempio la gente ama piazzeggiare a piedi o in bicicletta e si infila curiosa nelle botteghe, nelle fredde città del nord si è meno portati all'interazione filo marciapiede e si preferisce forse l'abbraccio rassicurante di un ufficio...ma stiamo ovviamente generalizzando (come succede rispondendo a tutti i domandoni).

attenzione poi al gioco delle variabili: c'è vetrina e vetrina, ufficio e ufficio...lo studio con la boiserie in mogano e l'ex portineria riattata alla buona con una mano di bianco; la vetrina di grande superficie con gli annunci ben ordinati e i display che girano, e le vetrinette che sembrano santelle di campagna, o i bugigattoli del lotto di una volta.

chi ha il negozio vi dirà che solo grazie alla vetrina gli entrano i clienti in agenzia, chi invece lavora in un ufficio ne magnificherà la riservatezza e l'approccio professionale, a chi piace bionda, a chi piace mora, ognuno resterà della sua posizione e non sapremo mai chi ha ragione, o meglio ce l'hanno entrambi.

in realtà il dilemma negozio/ufficio si scioglie in un'opzione che si può cambiare e ri-cambiare e poi cambiare ancora nel corso della vita professionale, come qualcuno ha già detto sui social network. chi ha il negozio non faccia il figo-mercante e chi ha l'ufficio non si atteggi a mascotte del notaio :P 

...umiltà: e alla fine come dice zio mike ferry, tutti ai campanelli!